26 Settembre 2020
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Progetto Zorro… scorci di onore per grandi e piccini…

19-06-2020 11:06 - Modena















Guardando come oggi ci s'accapiglia, si discute si litiga sprezzanti di ogni freno, mi viene in mente un episodio degli anni ’60.


Ho detto anni 60 non un ricorso preistorico, ricordiamoci che nel '69 siamo andati sulla Luna.
Ero davanti al Bar Orizzonte a Modena, il mitico Bar Orizzonte.
A quei tempi avevano una squadra di calcio che partecipava al Torneo dei Bar, altri correvano in bicicletta, e per finire c’era il gruppo del biliardo.
Tutti assatanati, non parliamo poi dei “caldi” mercoledì sera davanti alla TV per le partite di Coppa.
A quei tempi non tutti a casa avevano la televisione.
Lo gestiva la signora Maria, una signora in età avanzata che sempre con la sua voce bassa riusciva a tener a bada noi di 15 anni, quelli di 25, quelli di 35, 40, 55, ed i vecchissimi di 72 anni cioè io oggi, ma allora si chiamavano anziani.
Due ragazzi frequentatori del bar sui 25 anni, un sabato sera iniziarono a scaldarsi fino ad arrivare alle mani, MA…. prima ci fu un rituale dal grande significato che solo dopo, altri più grandi spiegarono a noi ragazzini.
I due contendenti, due operai con il vestito buono, (evidentemente avevano programmato ben altro per la serata), due sportivi del gruppo dei ciclisti, si tolsero gli abiti prima di azzuffarsi.
Dopo un attimo furono poi divisi, finì tutto … e si rivestirono.
Tutto chiarito
Ma perchè si tolsero gli abiti? Si tolsero gli abiti perché erano quelli buoni, quelli per cui loro o i loro genitori avevano lavorato e risparmiato per comprarli.
Che rispetto che si aveva per i sacrifici, il lavoro, la famiglia, il pane, gli anziani, lo Sport, anche nei momenti più sciocchi.
Stessa cosa alla Città dei Ragazzi di don Mario Rocchi, esistevano regole non scritte che a nessuno venne mai in mente di infrangere.
Vedete ragazzi, quando si raccontano queste storie non è per criticare lo stile di vita di oggi, il tempo passa e ogni cosa cambia, cambiano i costumi, le abitudini....

Quel che dovrebbe in ogni caso restare, è la memoria e la considerazione del nostro passato.

Consideratela un’agenda virtuale dove sono scritti tanti numeri che nei momenti di incertezza, potrebbero sempre tornar utili.


FRANCO BULGARELLI

Delegato UNVS Emilia





Fonte: UNVS Modena -Delegato Regionale

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