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Il Giro a Parma: mostra fotografica a cura di Alessandro Freschi e Paolo Gandolfi

24-05-2011 09:51 - Parma
da sx Alessandro Freschi e Paolo Gandolfi, curatori della mostra insieme al Delegato Regionale dell´Emilia Bruno Walter Fassani
La montagna alle spalle, il volto concentrato, gli occhi che cercano la vetta.
E´ quest´immagine stupenda del grande Fausto Coppi sul "suo" Stelvio in uno dei suoi ultimi voli solitari ad aprire la bellissima esposizione sul Giro d´Italia dal titolo "Il Giro a Parma" curata dai nostri amici collezionisti e "veterani" Alessandro Freschi e Paolo Gandolfi e tenutasi presso la Galleria Sant´Andrea di Via Cavestro dal 30 Aprile all´11 Maggio 2011.
Circa quattrocento immagini provenienti dal loro sterminato archivio di circa 65000 cartoline sono state messe a disposizione di un folto pubblico di visitatori che hanno potuto così ammirare i propri beniamini tra allegria e commozione.
Un percorso tematico sviluppato dai Campionissimi del Giro d´Italia e dalle immagini di un secolo di maglie rosa, fino ad arrivare ai ciclisti professionisti di Parma e alle tappe della storia del Giro approdate nel territorio parmense.
Maglie, oggetti, scarpini, bandiere di partenza sono stati solo alcuni dei tanti cimeli esposti.
E poi, nel solco della tradizione del Giro, le immagini dei grandi condottieri Torriani, Cougnet, Ambrosini, delle montagne e di quei corridori che, pur non avendo vinto il Giro, hanno lasciato un segno in tutti gli appassionati dello sport delle due ruote.
Un capitolo a parte meritano le immagini delle squadre di Parma, Salvarani, Salamini e Scic, a testimonianza del legame indissolubile fra il ciclismo e la città ducale.
Squadre importanti, vincitrici, nella loro epopea, di tutte le grandi corse del panorama internazionale, a partire dalla Milano - Sanremo fino ad arrivare al Giro di Lombardia.
Sono proprio quelle immagini che accendono i ricordi dei protagonisti parmensi del ciclismo, i "Veterani" ducali Adorni, Armani, Casalini, Gualazzini che, grazie alle loro imprese hanno portato Parma alla ribalta dello sport mondiale.
Accanto alla bici da pista di Vittorio Adorni e alle immagini di una carriera straordinaria che lo ha portato a vincere Giro e Mondiale il visitatore ha potuto quasi toccare la "sua" maglia rosa del 1965, con il marchio Salvarani ricamato sul petto.
Ricami come le parole che scrisse nel lontano 1965 il conterraneo Bruno Raschi dopo l´impresa di Vittorio a Madesimo: "il rosa più bello dopo quello di Coppi".
Accanto alla Rosa, la maglia ciclamino e la maglia dei traguardi volanti di Ercole Gualazzini, uno dei pochi corridori ad aver vinto tappe a Giro, Tour e Vuelta di Spagna.
Poi ancora la rarissima maglia Salamini Luxor di Emilio Casalini, conquistatore della tappa del Monte Grappa al Giro 1968, gregario amato e rispettato da tutti.
Luciano Armani ancora si emoziona a vedere le sue immagini in fuga, si ferma ed inizia a raccontare mille episodi, con gli occhi vispi da eterno ragazzino.
Nei pannelli e nelle bacheche c´è posto per tutti, anche per Alberto Michelotti, grandissimo arbitro, in prestito per molti anni al ciclismo in qualità di responsabile delle zone di partenza e di arrivo del Giro, con il tanto amato fischietto sempre al collo.
E un posto particolare c´è anche per un altro grande "veterano" ducale: Mario Mordonini.
Timido e riservato, il buon Mario è stato meccanico della nazionale italiana per molti anni, vedendo crescere il "suo" Saronni da giovane di belle speranze a grande campione. Nelle maglie di Beppe e, soprattutto, nel sacchetto da rifornimento dei Mondiali di Goodwood 1982 vinto dall´italiano ed esposto in mostra, c´è molto di più di un semplice grazie del campione di Parabiago al "suo" meccanico
Nella mostra di Freschi e Gandolfi, Bartali pedala al fianco di Coppi, ed idealmente lo fanno anche Merckx e Gimondi, Binda e Guerra, Pantani, Indurain e il bretone Hinault.
Il pubblico guarda, si emoziona, si complimenta con gli artefici del progetto, chiede di poter tornare per vedere meglio il proprio beniamino, per potersi gettare un´altra volta nel passato e nella storia del ciclismo.
Qualcuno vede Astrua e Malabrocca e si emoziona fino al punto di commuoversi pensando alle sfide a "sinalcoli" con amici che non ci sono più e ricordando il proprio passato.
La mostra è un piccolo gioiello, ideato, creato e realizzato da due appassionati veri, amici dai tempi del Liceo Marconi, in cui uno era l´allievo, Alessandro, e l´altro il professore, Paolo.
E´ grazie alla loro instancabile ricerca che, pur tra mille difficoltà, Parma è stata omaggiata di una mostra sul ciclismo difficilmente ripetibile.
Loro l´hanno voluta, come l´ha voluta l´Assessore allo Sport Roberto Ghiretti, nell´ambito dell´anno di Parma "Capitale Europea dello Sport".
I risultati hanno dato loro ragione: più di mille visitatori in soli 10 giorni di esposizione, i complimenti e lo stupore di tutti.
Crediamo che il riassunto di questa mostra stia tutto nelle parole del presidente Mondiale degli Sport Militari, Generale Gianni Gola, che l´ha definita semplicemente "stupefacente".
Ancora una volta il nome dei Veterani dello Sport della Sezione di Parma ha contribuito a quello che è il suo impegno principale: la divulgazione dello Sport vero a livello locale e nazionale soprattutto fra i più giovani.
A Paolo e Alessandro unicamente una parola: Grazie!

Lucia Bandini

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